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martedì 1 dicembre 2009

LoScorpione in mostra a Milano per "Io Firmo". Sapere per contare


“Io firmo” è la campagna promossa dalla Cgil per il diritto all’apprendimento permanente.
Ci sarà un bel po' di gente del mondo della cultura, pure una mostra di satira.
LoScorpione partecipa

Tutte le informazioni sull'inaugurazione della mostra su Mamma!
e la locandina dell'evento.

giovedì 6 novembre 2008

LoScorpioneNuovaSerie_01

Ripartono le pubblicazioni di una pietra miliare di provincia, pronta a sbarcare nella Capitale dei pecoroni, carica se non altro di qualche anno in più. Tutto il resto è uguale.



Fronte e Retro
Clicca qui per il file stampabile, e ridi soffrendo.

domenica 27 aprile 2008

Lo Scorpionaccio della Domenica 2

Viviana ha evitato i call center. Ha 26 anni, è laureata in economia e commercio. Ha lavorato come stagista in un importante ente statale. Per questo si è guadagnata una chiamata in uno studio legale associato, di quelli che si vedono nei film con Tom Cruise.
Questo studio ha una filiale a Roma in una zona importante, in un palazzo di pregio, tutto intorno c'è un giardino.
Laura fa la praticante, prende mille euro al mese e lavora otto ore al giorno per cinque giorni settimanali.

Per poter lavorare ha dovuto aprirsi una partita IVA, quindi figurare come un collaboratore esterno.
Un normale collaboratore esterno non ha ferie, non ha alcuna indennità, non gode di scatti di anzianità, non matura un TFR. Per avere una pensione deve versare ogni mese un po' dei suoi soldi in un fondo. Ha bisogno di un commercialista che segua i suoi conti. Non può essere licenziato perché non è mai stato assunto. Per interrompere il rapporto lavorativo basta dirglielo.
Però in compenso è lui a stabilire come e quando lavorare, è lui che stabilisce quanto farsi pagare.

Invece Viviana ha degli orari e uno stipendio già stabiliti. A fine mese firma delle fatture già pronte che avrebbe dovuto fare lei.
Ha gli obblighi di una dipendente e gli svantaggi di un collaboratore esterno. Arriva a casa snervata, litiga con il suo ragazzo. Riesce a bere un bicchiere di latte caldo prima di coricarsi.

Viviana ha votato per il centrodestra. Ha commentato il risultato elettorale dopo aver stancamente soffiato sulla tazza del latte. Di notte, sotto le coperte di un letto IKEA, chiude gli occhi. Cerca il Dio del cielo: «Le chiavi del cielo non ti voglio rubare, ma un attimo di gioia me lo puoi regalare».

domenica 20 aprile 2008

Lo Scorpionaccio della Domenica

Questa è la storia di Antonio. Perdonate qualche imprecisione, il nome e la foto fittizi, qualche insicurezza sintattica. Io non sono un giornalista. Però qualcosa che succede c’è.

Antonio ha 25 anni e fa il panettiere, vive a Roma. Il forno è vicinissimo alla casa dove ha una stanza in affitto. Alle 18 attraversa la strada e inizia a lavorare. Prepara l’impasto per rosette grandi e piccole, focacce, pani all’olio, pizzette. Li mette in forno e aspetta. Stacca il mattino, alle 5. Tutti i giorni. A parte il sabato, Natale, Pasqua, e qualche altra festività. Basta pensare a quando non c’è il pane di giornata: le notti prima lui non lavora.
Quando rientra a casa mangia, si lava, si corica. Passa il resto della giornata a letto, alzandosi occasionalmente per mangiare, cagare o fare qualche commissione. La sua ragazza gli prepara il pranzo, arriva quasi ogni giorno, verso le 15. Poi di colpo sono di nuovo le 18.
Quest’estate teme di non poter fare le vacanze, un suo collega è andato via e non è arrivato nessuno a sostituirlo. C’è più da lavorare.
Antonio ha un contratto regolare, da tre ore giornaliere. Però ne lavora undici. La sua paga è di 55 euro al giorno, sia che finisca prima, sia che finisca dopo. Spesso il lavoro è tanto ed esce dopo le 5. Mai prima. Le ferie e la malattia non sono garantite. Qualche giorno fa aveva la febbre, lavorava. Quando la sua fronte ha preso a scottare quanto il forno, è rientrato a casa.
Il sabato, la sua unica serata libera, porta la sua ragazza al cinema, in quelle sale d’essai, con film in seconda visione a pochi euro. Cenano, e poi è domenica. La settimana ricomincia.

Non sono riuscito a capire per chi abbia votato pochi giorni fa. Però lo vedo uscire dal forno, la mattina. A volte, nel silenzio dell’alba, Antonio guarda in alto e chiama il Dio del Cielo: «Le chiavi del cielo non ti voglio rubare, ma un attimo di gioia me lo puoi regalare».